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Mario Cirrito e Aldo Pacciolla
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| Miguel Bosè |
| È tornato! È trisessuale!
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«Credevo che nel sesso bisognasse essere perversi o fantasiosi.
poi ho capito che nulla è più diplomatico del politicamente scorretto»
Si chiama Miguel Luchino Gonzàles Bosè, diventa per tutti, Miguel Bosè. Ha una timbrica vocale fresca, suadente e nel 1980 vince il Festivalbar con Olympic Games, dopo aver firmato nel ‘78 il singolo Anna e l’anno dopo Super Superman. Diventa, simile a un Bowie nostrano, icona androgina, fa impazzire e svenire le ragazzine che corrono ad acclamarlo e, senza saperlo, anche tanti ragazzi che amano altri ragazzi. Un quarto d’ora guardati a vista da discografici, esperti di immagine e da un bel ragazzo che chissà chi è, ti stringe la mano e, quando lo rivedi dove lo avevamo lasciato, appena varcata la soglia dell’albergo, lo saluti forse per non rivederlo più e ti chiedi e rispondi che per oggi il dono della passione omosessuale vale una bella intervista a chi da giovane ti ha accompagnato in altre vicende di passioni omosessuali. L’artista, l’adorato Papito, è rimasto a sorseggiarsi altre domande, qualche piano più su.

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