L’ultimo oltraggio, Paolo Seganti, ragazzo omosessuale ucciso la notte dell’11 luglio 2005 nel parco delle Valli nel quartiere Montesacro a Roma, l’ha subito da morto.
La targa a lui dedicata è stata sfregiata l’altra notte con la scritta “frocio di merda”. Un gesto omofobo e volgare che si commenta da sé.
Duri i commenti delle associazioni gay romane. Si tratta di un comportamento oltraggioso che offende tutta la comunità lesbica, gay e trans», ha dichiarato Fabrizio Marrazzo di Arcigay Roma. E il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha chiesto al sindaco della Capitale «di farsi carico di questo problema e di dar vita al più presto e senza indugi a una campagna contro l’omofobia. Ci rivolgiamo direttamente a Veltroni, ora anche per il suo ruolo di segretario del principale partito di governo, affinché prenda l’impegno di far approvare quanto prima una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale».
Christian Poccia

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